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Triennale di Milano
Arte Povera 1967 - 2011
a cura di Germano Celant
Triennale di Milano
25 ottobre 2011 – 29 gennaio 2012

Dal 25 ottobre 2011 si tiene presso la Triennale di Milano Arte Povera 1967-2011. La Triennale di Milano presenta per la prima volta a Milano una rassegna antologica sul movimento: in uno spazio di circa 3000 metri quadrati in cui sono esposte oltre cinquanta opere, la mostra vuole testimoniare l’evoluzione del percorso artistico a partire dal 1967 fino al 2011. In particolare a Milano, in Triennale, il pubblico potrà percepire come tale ricerca si è modificata nel corso del tempo, passando da una presentazione di elementi che all’inizio presentavano una grande compressione materica perché affidata a entità segniche primitive come fuoco e pietre, carbone e igloo, ghiaccio e vegetale, piombo e gesso, tubo fluorescente e vetro, nylon e specchio, acqua e stoffa, ad articolazioni complesse e in grande scala dove il discorso linguistico si sviluppa in un’installazione che avvolge e confronta l’osservatore e il visitatore così da mettere relazione corpo e oggetto, movimento e architettura. Di sala in sala e di piano in piano le persone arriveranno a confrontarsi con Jannis Kounellis con cumuli di pietre, di carbone e di tele grezze quanto con una porta murata e una sequenza di superfici metalliche, attraversate da fiori e da cere, da cotone e da ferro, mentre con Mario Merz si troveranno dinanzi gli intrecci sorprendenti di tele e oggetti, attraversati dal neon, e il grande igloo di vetri e di fascine nonché il tavolo a spirale in cui l’artista ha voluto significare una potenziale coesistenza, quanto un drammatico scontro tra società artigianale e industriale. A tali momenti di intensità iconica e energetica, corrispondono la convergenza e la sintonia tra le articolazioni puriste e formali, ad immagine di cubo e di struttura ortogonale, in ottone, di Luciano Fabro e le riflessioni sulle icone plastiche, tipo la colonna e le sue variazioni nello spazio di Giulio Paolini. A questo arcipelago contribuisce Michelangelo Pistoletto che sin dall’inizio del suo lavoro si è impegnato sul tema della pittura come strumento di riflessione e di moltiplicazione della realtà esterna. Nell’ambito della stessa pluralità di approcci sia concettuali che materiali all’arte si inseriscono anche gli assemblaggi di piombo e di ghiaccio, di scritte e di foglie di tabacco prodotti da Pier Paolo Calzolari. Qui la ricerca è per un equilibrio quasi sublime tra forme e vicende energetiche, che si legano all’atmosfera dell’ambiente quanto al contesto architettonico. Il piacere di un racconto personale e intimo, condotto con materiali fragili come il filo di nylon e le foglie secche, i frammenti di tronco o la morbida creta segnano il percorso di Marisa Merz che partita da una scarpetta con cui segnare una distesa di morbida sabbia, nel tempo, è approdata a storie articolate e complesse, generate dall’incontro di frammenti di vita e di città. La messa in immagine di percorsi effimeri e leggeri accomuna Pino Pascali e Alighiero Boetti che si sono impegnati in una narrazione iconica del loro mondo fantastico e avventuroso. Il primo tracciando universi archetipi di animali preistorici o di momenti naturali primari, come il dinosauro o l’orca, quanto il mare o i campi arati, mentre il secondo ha continuamente pensato il suo nomadismo, fisico e filosofico, traducendolo in scritture e oggetti che riflettessero il flusso della vita e dei luoghi attraversati, spesso magici e mitici.Un racconto inventato e mnemonico a cui si contrappone il silenzio e l’assenza degli standards apprezzati da Emilio Prini che ha sempre indirizzato la sua attenzione estetica e linguistica sulle componenti primarie ed essenziali e quasi sempre immateriali, dell’azione e del contesto ambientale. Infine le opere di Giovanni Anselmo e di Giuseppe Penone che portano l’attenzione su motivi cosmici che si rifanno a una crescita arcaica, quanto naturale dei materiali litici e lignei: un procedere concreto sulle origini e sugli itinerari delle sostanze che formano il mondo. Processi scultorei, in sintonia con il cosmo, che in Gilberto Zorio si traducono in entità simboliche, come la stella o il giavellotto, strumenti di collegamento tra cielo e terra, quanto patrimonio di conoscenza sull’energia che si sviluppa dai rapporti luminosi del sistema stellare.

Sede
Date
Orari di apertura


Ingresso
Informazioni
Viale Alemagna 6, Milano
25 ottobre 2011 – 29 gennaio 2012
da martedì a domenica 10.30 - 20.30
giovedì e venerdì 10.30 - 23.00
chiuso i lunedì
intero € 8 ridotto € 6,50
+39 02 7243 41 www.triennale.org


L'istituzione

La Triennale di Milano è un’istituzione culturale internazionale che produce mostre, convegni ed eventi di arte, design, architettura, moda, cinema, comunicazione e società. Organizza mostre di grande visibilità attenzione come quelle dedicate all’arte contemporanea, agli architetti e designer di fama nazionale e internazionale, ai grandi stilisti che hanno cambiato il gusto e il costume, ai temi sociali. È anche un museo che ricerca, studia, rappresenta il design italiano da punti di vista sempre differenti; Triennale Design Museum è un museo che cambia, attento alla storia e all’intero sistema del design (imprese, distretti produttivi, territorio, ricerca, editoria e formazione). È anche Triennale Bovisa, fulcro, insieme ad altre realtà, del rilancio culturale di un quartiere periferico, e sede dedicata alla contemporaneità e alla commistione della arti. È anche un luogo di incontro tra il mondo imprenditoriale e la cultura. Le aziende trovano nell’identità di Triennale il palcoscenico dove presentare ricerca e sperimentazione. Le settimane del Salone del Mobile e della Moda vedono Triennale e Triennale Bovisa diventare vetrine privilegiate delle aziende. È anche un laboratorio di idee che si rivolge non solo agli appassionati, studenti, professionisti, ma anche al pubblico del futuro, bambini e ragazzi, con attività sperimentali e interattive dedicate alla cultura del progetto. È anche attore di un intenso dialogo con il resto del mondo sensibile ai temi della cultura italiana e del made in Italy. È anche il Teatro dell’Arte, tra i più significativi del panorama milanese, recentemente ricongiunto alla Triennale e nuovo punto di riferimento per progetti culturali e arti performative. È anche il Palazzo dell’Arte nel centro di Milano all’interno del Parco Sempione, uno dei parchi storici della città, che fin dalle sue origini nasce come edificio progettato per essere flessibile e adattabile a ogni esigenza performativa ed espositiva. Principali mostre degli ultimi anni Architettura: 2007 Renzo Piano Building Workshop, 2009 Frank O. Gehry dal 1997; 2011 espressioni di Gio Ponti; Arte: 2004 The Andy Warhol Show, 2005 The Keith Haring Show, 2006 The Jean-Michel Basquiat Show, 2008 Alberto Burri, 2010 Roy Lichtenstein; Comunicazione e moda: 2007 Giorgio Armani, 2008 Salvatore Ferragamo, 2010 Ermenegildo Zegna, 2011 Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie; Fotografia: 2010 Roger Ballen, 2010 Alec Soth, 2011 Immagini Inquietanti, 2011 Michel Comte; Triennale Design Museum: I edizione 2007 Le Sette Ossessioni del Design Italiano, II edizione 2009 Serie, Fuori Serie, III edizione 2010 Quali cose siamo, IV edizione 2011 Le fabbriche dei sogni, 2005 Gaetano Pesce. Il rumore del tempo, 2010 Anticorpi Antibodies Fernando e Humberto Campana 1989-2010, 2010 Marco Ferreri Progettare pensieri; Triennale Bovisa: 2006 Hans Hartung, 2007 Victor Vasarely, 2008 Hanselm Kiefer, 2009 Enzo Cucchi, 2009 Sandro Chia, 2010 It’s not only rock and roll baby, 2011 Happy Tech.
Arte Povera 2011
a cura di Germano Celant

Promossa da
Castello di Rivoli
Museo d’Arte Contemporanea
e Triennale di Milano

Coordinamento e catalogo
Electa